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Il Ministro Lorenzin apre i lavori della Conferenza europea sulla salute della donna 2 Ottobre 2014

In occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, la Direzione generale della Prevenzione del Ministero della salute organizza a Roma il 2 e 3 ottobre 2014 la Conferenza ministeriale su “La salute della donna: un approccio life-course”. Sede dell'incontro: Ministero della salute, V.le Giorgio Ribotta, 5.

La promozione della salute della donna, nelle diverse fasi della vita, rappresenta un investimento per la salute dell’intera popolazione. L’evento vuole essere un’occasione di confronto, riflessione e scambio tra i 28 Stati Membri dell’UE per migliorare le strategie e le politiche della salute femminile nell’ambito della prevenzione, diagnosi e cura.

Secondo il principio della “promozione della salute in tutte le politiche”, durante la Conferenza, vengono affrontati quattro temi principali:

- stili di vita

- salute sessuale

- salute riproduttiva

- tumori femminili.

Apre la conferenza il Ministro della salute Beatrice Lorenzin.

Ecco una sintesi del suo intervento:

“Questa conferenza si inserisce all’interno di una più ampia serie di eventi informali  tipici del semestre di Presidenza Italiana dell’UE e segue alla riunione del Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’UE che si è tenuta qualche giorno fa a Milano dove abbiamo affrontato due tematiche molto importanti  collegate tra di loro: l’impatto dell’innovazione sui sistemi sanitari e sulla vita e prospettive di cura del paziente e la prevenzione dei tumori. In particolare in quest’ultima sezione  abbiamo affrontato il tema degli screening e delle vaccinazioni quali strumenti di prevenzione.

I risultati ottenuti negli anni grazie agli screening hanno consentito la diagnosi precoce e il trattamento di tanti tipi di tumore come ad esempio quello della mammella, del colon retto e quello del collo dell’utero. Voglio ricordare che la vaccinazione contro il papilloma virus è uno strumento importantissimo di prevenzione  che riguarda non solo le donne ma anche gli uomini.

Questo evento dedicato alla salute della donna apre di fatto le iniziative del Semestre  a guida italiana nell’ambito della sanità, iniziative che pongono all’attenzione degli Stati Membri tematiche  che si troveranno ad affrontare in futuro.

Siamo in una fase di trasformazione dei nostri sistemi di welfare, messi in crisi dall’andamento demografico, quindi da una decisa denatalità dei nostri Paesi, in primis l’Italia che io rappresento, contraddistinta da un invecchiamento della popolazione cui non si accompagna un adeguato tasso di natalità.

Abbiamo un problema sociale, economico e culturale di sostenibilità nel medio-lungo periodo dei sistemi di Welfare. A questo, che è già di per se una questione difficile da affrontare per i paesi occidentali, si aggiunge anche  la crisi economica che ha comportato il taglio radicale delle spese sanitarie pubbliche e di Welfare in tutti i paesi occidentali e in particolare in Italia che ha avuto nel sistema sanitario nazionale universalistico  uno dei perni fondanti del  sistema sociale.

Quindi la sfida che i Ministri della Salute devono affrontare oggi  non è solo quella delle  emergenze attuali.

Parlando di emergenze, ricordo che l’Italia ha l’emergenza sanitaria dell’immigrazione, quindi la necessità di fare diagnosi e di fare prevenzione su migliaia di persone. Pensate che da giungo ad oggi, grazie all’operazione “Mare Nostrum” in collaborazione con la Marina Militare, abbiamo fatto screening in mare a bordo delle navi su più di 80.000 persone.

Sempre dal punto di vista di emergenze globali abbiamo da affrontare Ebola in West Africa, ma non basta, ci sono anche i focolai di Poliomelite in Siria, di Meningite, di Tubercolosi. Abbiamo poi le epidemie legate alla salute alimentare, l’Afta in Nord Africa, la Blue Tongue, la West Nile tanto per citarne alcune.

Come Ministri dobbiamo riuscire in questa fase cruciale ad intervenire sulle strategie da affrontare per intercettare i problemi prima che si manifestino .

Io credo che il Servizio Sanitario Nazionale sia un valore per l’Europa ed uno dei capisaldi che hanno contribuito a fare dell’Europa quella che è oggi.

Abbiamo creato un continente in cui l’assistenza sanitaria alle persone è un valore non solo un costo.  Ci abbiamo creduto talmente tanto che abbiamo sviluppato una direttiva transfrontaliera, quindi la possibilità di mobilità reale, per alcune patologie, ai nostri cittadini, questo significa potersi curare laddove possono avere la prestazione migliore. E la nostra sfida sarà quella di far si che i cittadini degli altri Paesi vengano a curarsi in Italia nelle nostre strutture di eccellenza.

Il segno della nostra Presidenza Italiana nel settore  salute è la volontà di mettere sul tavolo i temi più importanti che ci sono. Non solo le emergenze ma le questioni che in prospettiva ci devono permettere  di mantenere sostenibili i nostri sistemi sanitari nell’interesse di coloro  che sono il centro della nostra azione: i pazienti, le persone.

Quindi non si può trascurare la donna.

Dagli anni 80 in poi si è sviluppato il concetto sempre più approfondito della necessità di una medicina di genere. La donna ha una diversità biologica, ormonale, endocrinologica che richiede una sperimentazione dei farmaci dedicata che tenga conto della sua specificità.

Un altro elemento importante che tengo a sottolineare è che la grande capacità di cura e di prendersi cura della donna la porta ad essere un opinion leader  naturale.

Facendo un azione di prevenzione forte sulla donna si fa di fatto anche prevenzione sull’intero nucleo di appartenenza: pensiamo all’importanza dell’adozione di stili di vita corretti per la salute, alimentazione corretta, attività fisica, ma anche alla rilevazione di patologie maschili che la sensibilità di una donna riesce a cogliere.

Alla salute della donna si lega la fertilità e la prevenzione dei fattori che possono metterla a rischio. C’è scarsa consapevolezza soprattutto tra i giovani sulle malattie sessualmente trasmesse e sul loro impatto sull’apparato riproduttivo e sulla fertilità. Passa poi per la donna anche il concetto di genitorialità: proprio ieri abbiamo insediato il tavolo Nazionale di esperti per la tutela e conoscenza della fertilità e la prevenzione della cause di infertilità. Secondo un sondaggio del Censis, gran parte  della popolazione intervistata non ha la consapevolezza che la fertilità è un bene che va protetto e che ha una “scadenza” e non conosceva le possibili cause di infertilità.  Questo è sicuramente un problema da affrontare tanto più in una popolazione che ha problemi di denatalità e di “sostituzione”.

Ci sono tutta una serie di questioni che riguardano la salute della donna, come ad esempio malattie  in età adolescenziale che se trascurate possono provocare sterilità in età adulta, che diventano strategiche all’interno di una più ampia visione che riguarda la salute e il benessere di un’intera comunità.

Non dimentichiamo il problema della tutela della salute delle donne anziane: oggi si vive più a lungo e abbiamo il compito di far si che si viva in buona salute per più tempo possibile, questo significa anche affrontare le patologie femminili peculiari della longevità come ad esempio l’osteoporosi, tanto per citarne una.

Concludo dicendo che è fondamentale promuovere la salute della donna, con un approccio che tenga conto delle specificità di genere, e spero che il nostro semestre, in tal senso,  dia un contributo concreto in Europa.”